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Tin.it rappresenta dal 1996 la business unit di Telecom Italia dedicata allo sviluppo del mercato Internet.
In quegli anni Tin.it era denominata Telecom Online (Tol). Il 26 Giugno del 1996 con l’acquisizione di VOL (Video on Line) si è verificata una integrazione operativa (listini, rete, centro servizi) nonché una unificazione amministrativa di due realtà con asset diversi la cui unione ha generato valore. La Fusione fra Tol e Vol (da cui è poi scaturita la denominazione Tin.it) ha portato l’Antitrust a richiedere la creazione di una Divisione separata, dotata di un’autonoma contabilità e dedicata all’offerta di accesso ad Internet per la clientela di massa. Tin.it infatti si è sin dall’inizio posizionata nel segmento di mercato rivolto alla clientela residenziale e affari (SOHO e PMI) con un’offerta di accesso dial-up PSTN e ISDN. Da un punto di vista organizzativo Tin.it rappresentava una unità di business all’interno della Direzione Clienti Residenziali.
ANNO 1997
Nel 1997 Tin.it possedeva nel mercato dell’accesso PSTN una quota del 90% mentre nel mercato dell’accesso con collegamenti commutati ISDN la quota risultava pari al 10%(la quota di mercato complessiva rispetto al volume degli abbonati risultava pari al 50% a fine ‘97). L’accesso infatti, in un contesto di mercato ancora in fase embrionale, in cui l’unico obiettivo era costruire una “solida base di clientela”, ha ovviamente rappresentato l’area di business su cui concentrarsi. L’offerta di accesso Tin.it si caratterizzava per la presenza di 5 diverse tipologie di abbonamento a pagamento differenziate nel prezzo in funzione della modalità trasmissiva utilizzata (PSTN o ISDN), ed in funzione dei servizi accessori forniti (per gli abbonamenti ISDN era infatti disponibile maggiore spazio web, un maggior numero di caselle di posta elettronica, etc). Gli abbonamenti PSTN/ISDN si configuravano nella maggior parte dei casi come abbonamenti prepagati, che includevano un certo numero di ore (100 o 200) di navigazione, ovvero qualora non esisteva limite alla navigazione l’abbonamento veniva definito Flat. I principali canali distributivi utilizzati erano rappresentati dalle catene distributive interne al Gruppo (Negozi Sociali e catena dei Negozi Insip), dalle catene distributive specializzate (es: negozi di informatica), che rappresentavano il principale veicolo commerciale -70% dei kit veicolati mediante tale canale-, nonché dai canali promozionali (bundling di CD con riviste specializzate) e canale on line (che consente di attivare la propria login on line entrando direttamente nel sito del provider prescelto) che ovviamente rappresentavano un canale distributivo residuale.
I servizi di pubblicità e web hosting non erano all’epoca ancora molto sviluppati.
Per superare gli ostacoli socio culturali all’utilizzo di Internet in Italia è stato il lancio da parte di Tin.it di un’offerta di accesso estremamente conveniente per gli studenti, che ha attribuito a Tin.it la veste di partner istituzionale nello sviluppo scolastico della cultura della new economy.
In virtù di una convenzione triennale siglata con il Ministero della Pubblica Istruzione, Tin.it ha alimentato la diffusione di PC con accessi Internet nelle scuole elementari, mentre, con riferimento al mondo universitario ha realizzato offerte di accesso estremamente convenienti nei prezzi e nei contenuti tematici divulgati (offerta di accesso Tin e Lode a Lire 150.000 circa senza limitazioni di tempo nella navigazione).
ANNO 1998
Il 1998 ha rappresentato per Tin.it un anno di eccellente crescita commerciale. I clienti sono infatti cresciuti quasi del 200% (arrivando a quota 392.000) a fronte di una crescita media del mercato del 115%. Tuttavia per raggiungere i risultati economici e di mercato ottenuti, a fronte di una forte competizione, è stato necessario focalizzarsi su alcune variabili fondamentali che hanno consentito di migliorare la qualità e la varietà del servizio offerto. Sono state infatti investite maggiori risorse economiche in comunicazione (soprattutto utilizzando stampa specializzata), e sono stati realizzati maggiori investimenti di rete[1], necessari per aumentare la copertura urbana di accesso ad Internet all’intero territorio nazionale (si è raggiunto l’85% di copertura che ha aumentato del 60% il mercato potenziale). Il lancio di nuovi servizi è stato finalizzato all’abbattimento delle barriere d’acquisto , come nel caso di Internet Ricaricabile, e della modalità di accesso Internet Subito, che ha permesso ai neofiti di approcciare Internet in maniera facile e tramite canali alternativi. Il 1998 ha rappresentato anche l’anno in cui sono stati lanciati servizi di pubblicità e web hosting.
ANNO 1999
Nel 1999 Tin.it ha continuato a concentrare la sua attenzione su una serie di variabili “chiave” per lo sviluppo di successo in Internet. Ci si è infatti focalizzati sulla creazione di ”brand awareness”, grazie al miglioramento complessivo del servizio e ad una serie diffusa e integrata di azioni commerciali e di marketing; è stato migliorato il “customer care” mediante la riduzione dei costi per abbonato e l’aumento della qualità del servizio. Tuttavia uno dei principali fattori che ha aumentato le performance di Tin.it è stato rappresentato dal progressivo spostamento della sua strategia dal core business “accesso” ai business dei portali e dei servizi alle imprese. Con la nascita dei portali, siti di accoglienza tematici, si è assistito allo sviluppo dell’e-commerce e della pubblicità on line che rappresentano le fonti di remunerazione di tale attività.
Poiché il valore di un portale risiede nella “visibilità” (maggiore è la permanenza del cliente sul sito del Portale, maggiore è il valore degli spazi pubblicitari disponibili e della presenza di siti commerciali), la naturale evoluzione dei portali generalisti è stata verso i “ Portali Verticali”, siti specializzati in grado di fornire informazioni e servizi per specifici target di clientela.
Per sviluppare il business di portali Tin.it ha adottato una aggressiva politica di partnership con content provider qualificati come Class Editori, per sviluppare un portale della Finanza, Sogei per sviluppare un portal con contenuti fiscali, Leader Spa che consentirà di gestire una piattaforma integrata per lo sviluppo del gioco on line, Ministero della Pubblica Istruzione per il portale sull’education. Un’evoluzione del portale è la Virtual Community di Tin.it Atlantide, che rappresenta il completamento dell’offerta e rende la navigazione per la prima volta in Italia realmente interattiva.
Atlantide è una Comunità virtuale (caratterizzata da circa 500.000 iscritti a fine ’99) i cui principali servizi sono rappresentati da chat, forum, a-mail, cartoline/messaggi asincroni, segreteria (bacheca messaggi tematica), giochi multiutente, mercatino, e C6, basato su un software instant messager e sulla stessa banca dati di Atlantide. C6 rappresenta uno strumento unico nel nostro Paese che oltre a garantire interattività in rete, consente, facendo leva sulle informazioni che risiedono nel Data Base e caratterizzano ciascun identità di rete, di targhettizzare i banner pubblicitari aumentando il valore di tali revenues.
Per lo sviluppo della pubblicità on line è stato invece fondamentale l’accordo, siglato nel primo semestre del 1999, con Excite BV, società di diritto olandese controllata al 50% da Telecom Italia, che ha consentito di utilizzare una piattaforma tecnologica avanzata nella fornitura di servizi Internet e l’advertising server per commercializzare spazi pubblicitari.
L’espansione in mercati adiacenti al core business, con l’obiettivo di utilizzare al meglio gli assets già disponibili, è stata anche dettata dalla necessità di controllare direttamente le principali componenti della catena del valore, di realizzare integrazione fra i servizi di accesso e di hosting applicativo alle PMI nonché una profilazione unica della clientela.
Tuttavia il 1999 è stato caratterizzato anche dallo sviluppo, nel secondo semestre dell’anno, di un nuovo modello di accesso che ha generato una elevata crescita dei clienti. Si tratta del modello “free” che offre ai clienti di accedere ad Internet pagando il mero costo della connessione. Tale modello è stato lanciato inizialmente dagli OLO, soggetti giuridici che in virtù della licenza ottenuta possono acquisire proprie numerazioni geografiche e non ed offrire così, sulla propria rete, servizi di fonia, a valore aggiunto, e servizi di accesso ad Internet, a differenza degli ISP che per svolgere la propria attività necessitano di numerazioni fornite da un carrier telefonico.
Ciò che differenzia in modo sostanziale queste due tipologie di attori è il modello di remunerazione dell’attività svolta: gli OLO percepiscono, in virtù di accordi cosiddetti di “reverse interconnection”, una remunerazione per la terminazione delle chiamate sulla propria rete, dovuta all’utilizzo di archi di numerazione propria, mentre gli ISP prima dell’accordo generavano fatturato tramite la vendita di abbonamenti.
In virtù di tale modello economico alcuni OLO nel mese di Giugno 1999 hanno iniziato a sviluppare una forma di accesso ad Internet cosiddetto “free”, dove il cliente paga soltanto il costo della connessione, di cui una parte è retrocessa dal carrier all’OLO. Tale forma di accesso ha registrato un enorme successo fra i “navigatori” che, a parità di qualità della connessione offerta, si sono decisamente indirizzati verso abbonamenti free.
Un tale successo ha, per forza di cose, indotto anche gli ISP, fra cui Tin.it, a spostarsi sul nuovo modello free, per il quale tuttavia era necessario sviluppare una forma di remunerazione basata su accordi commerciali. Si è quindi giunti, nel mese di agosto 1999, alla stipula di un accordo transattivo di durata annuale (agosto 1999 – agosto 2000) fra Telecom e l’AIIP (Asociazione Italiana Internet Providers) che attribuisce agli ISP, in possesso di determinati requisiti, una “revenue sharing”. Le due tipologie di attori nel mercato degli accessi ad Internet hanno così sviluppato due diverse tipologie di offerta: gli abbonamenti a pagamento, e quelli gratuiti in cui l’utente paga esclusivamente il traffico telefonico generato.
Altra innovazione introdotto in tale area di business è stato il lancio, verso la fine dell’anno ’99, della tecnologia di accesso ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line), una nuova modalità di collegamento permanente che consente, utilizzando lo stesso doppino telefonico utilizzato per la fonia e per la connessione dial up, di accedere alla rete a commutazione di pacchetto, in modo non esclusivo –poiché contestualmente può essere utilizzato il mezzo trasmissivo per la fonia-, con velocità di connessione molto elevate mediante un canale c.d. asimmetrico (con una diversa velocità di connessione nei due sensi upstream e downstream).
La rete di Tin.it, progressivamente migliorata era a fine ’99 costituita da circa 292 POP fisici in outsourcing (la proprietà è infatti di TI) e consentiva di coprire quasi il 100% del territorio italiano con accessi a tariffa urbana.